TESTIMONIANZE
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Chieffo: 111 canzoni di una vita per il cattolico più cantato del globo
Claudio Toscani - Avvenire - 26 ottobre 2006
Claudio Chieffo ovvero la ricchezza in parole povere
Luca Doninelli - Il Giornale - 26 ottobre 2006
Vivere alla grande
Paolo Vites - Tracce N°10 - ottobre 2006
MEZZANOTTE A MOSCA
Mi era già capitato di entrare, riluttante, ad un concerto
di Claudio Chieffo nella Milano degli anni ottanta e di uscirne meravigliato
e contento fino a scriverne questo commento che poi Chieffo ha,
bontà sua, usato in qualche suo libro di canzoni:"...
ma il concerto di Chieffo è un'altra cosa! Niente lagne da
sacrestia o melassa spirituale: canzoni, canzoni belle e vere, canzoni
d'autore... e non solo per chi crede, ma per chiunque, appassionato
della vita- e della musica- ne cerchi il Significato".
Ero molto scettico a quei tempi su questo "nuovo" genere
musicale che già mieteva vittime allora (e la prima era il
buon gusto) e di quella pletora di suore e preti e frati (veri
o finti) cantanti e danzanti che impazzavano e tuttora temo continuino
a farlo, che andai quasi trascinato dagli amici: fui colpito subito
dalla musica bella, semplice e profonda come solo certa musica popolare
sa essere e poi dalle parole verso le quali ero prevenuto, ma che
trovai invece dignitose e vere e in alcune canzoni straordinariamente
vicine alla poesia.
Non volli conoscerlo allora perché temevo che la persona mi
deludesse e mi sono un po' dimenticato di lui in questi anni anche
se mi giungevano sue notizie come quella dei suoi concerti clandestini
nei paesi dell'Est, dei suoi viaggi nel mondo, del suo CD "americano",
delle sue amicizie con Gaber, Guccini, del suo vivere, per sua scelta,
una dignitosa emarginazione dal mondo dei media e della musica per
non rinunciare alla sua chiara e specchiata identità.
Si può immaginare la mia sorpresa quando , in vacanza a Mosca
per una decina di giorni, transitando per via Prokrovka sento parlare,
in italiano, del concerto di lì a due giorni di un italiano;
chiedo cortesemente di chi si tratta pensando per deformazione professionale
ad un tenore o ad un baritono, ma mi dicono che è un cantautore
che si chiama Chieffo, anzi, dopo avermi chiesto se anch'io ero italiano
mi invitano per il giorno dopo all'inaugurazione della "BIBLIOTECA
DELLO SPIRITO" di Russia Cristiana e poi al concerto.
Chiedo se il concerto è per gli italiani a Mosca, ma mi assicurano
che è invece per i russi e che comunque gli italiani sono
invitati; il mio programma di viaggio prevede una visita ad un Monastero
ortodosso, ma l'occasione è troppo ghiotta... voglio ascoltarlo
dopo quasi 20 anni.
Così sabato 20 novembre entro nella Biblioteca dello Spirito
e già i locali e la sala del concerto sono pieni di giovani
e meno giovani in attesa di Chieffo tutti col loro bel libretto in
mano con le traduzioni delle canzoni: la sala è molto bella
e ben restaurata e iiluminata dai fari delle troupe televisive (
manca ovviamente la RAI) e non vedo una chitarra , ma un pianoforte
a coda.
Comincio a pensare di avere sbagliato concerto quando entra Chieffo
( un po' invecchiato e ingrassato ) con un giovane che alcuni dicono
suo figlio.
Errore: è il pianista e che pianista... Chieffo, da subito
si appoggia alla sua esecuzione, emozionato, sicuro e sereno ed inizia
un viaggio nella vita con canzoni nuove per me che però alcuni
cantano con lui... e non sono solo gli italiani presenti, ma russi,
universitari e adulti che cantano in italiano.
Poche parole- tradotte- tra una canzone e l'altra e si snoda un cammino
che parte dal desiderio di Infinito e di Bellezza che c'è dentro
ogni essere umano per giungere al fine ad un incontro con Dio personale
e nello stesso tempo comunitario che produce una Vita Nuova.
Il pianista ( che alterna anche la chitarra al pianoforte per poche
canzoni ) sembra sostenere il volo poetico di Chieffo e seguirlo
e anticiparlo con una purezza di esecuzione difficilmente riscontrabile
nella musica leggera, anche d'autore, italiana oggi.
La prima forte emozione è ascoltare la "ballata del Potere" (Forza
compagni...) qui a Mosca: certo Chieffo non poteva immaginare quando
fece questa canzone negli anni settanta che l'avrebbe cantata in
Russia!
Ma sono costretto a distogliere la mia attenzione da Chieffo per
osservare il "pubblico": già dai primi brani si
instaura un bellissimo e profondo rapporto tra gli esecutori e gli
ascoltatori , una intensa affezione che premia con il silenzio e
con applausi appassionati alcune canzoni tra le quali "Gloria" oggi
dedicata ai bambini della scuola di Beslan in Ossezia e "O mia
carissima Patria " dedicata ai Martiri della Fede delle isole
Solowkji.
E ci sono altre canzoni, come la "Canzone del Melograno" dedicata
al nostro Giorgio Gaber e "La notte che ho visto le stelle " che
commuovono il presenti, mentre Chieffo si commuove, lui, quando introduce
la canzone "Lontano" dedicata al suo amico sacerdote don
Ricci e quando parla del commediografo e cantautore russo Alexander
Galic popolarissimo qui in Russia ai tempi del dissenso con cui fece
in Italia alcuni concerti..
Le canzoni sono 22 e Chieffo, che prova a saltarne una, viene costretto
a cantarla come bis dal pubblico che segue il programma di sala;
durante la seconda parte del concerto arriva un gruppo di italiani
in vacanza che evidentemente lo conoscono e sono amici di Russia
Cristiana che non riescono ad entrare e partecipano ai canti dalle
salette collegate televisivamente alla sala... non si capisce più chi è russo
e chi è italiano e si termina con una canzone "spagnola".
La cosa potrebbe sembrare molto strana se Chieffo non spiegasse a
tutti che ha fatto la canzone al seguito della tragedia dell'undici
marzo 2004 in Spagna, che ha voluto farla in spagnolo per dedicarla
agli amici della Spagna, che si è recato a Madrid per comporre
il testo in lingua con musicisti spagnoli e che la canzone è dedicata
alla Madonna...
E a Maria, come una preghiera, si innalza alla fine del concerto
la canzone cantata, in spagnolo, da russi e italiani nella sala della "Biblioteca
dello Spirito" piccolo, ma grande luogo di incontro tra cattolici
e ortodossi in una città di 10 milioni di abitanti: un piccolo
seme proprio come ha cantato il cantautore italiano in una delle
sue più famose canzoni.
Oggi ho visto e sentito una cosa veramente bella e se merito deve
essere dato a Chieffo ( e al suo pianista Flavio Pioppelli !) altrettanto
va dato, se non di più, a queste persone che hanno avuto il
coraggio di chiamarlo in una occasione così grande ( e permettetemi
quasi storica ) di incontro tra Cattolici e Ortodossi , di ascoltarlo
e di partecipare da protagonisti, con lui, ad un concerto , meglio
ad un avvenimento musicale, unico nel suo genere, ma che, mi dicono
alcuni dei presenti, accade spesso quando lui canta le sue canzoni;
uno crede di andare ad ascoltare della musica e incontra un popolo...
e può farne parte, da subito!
Non conoscevo più della metà delle canzoni eseguite e sono state
una sorpresa per me: mentre i suoi "colleghi" più osannati
girano da anni su se stessi senza dire quasi nulla , Chieffo cammina e cammina
in una strada che non è la sua ( bella anche l'interpretazione più country
di "E' bella la strada" cantata da quasi tutti i presenti e dedicata
a Sua Santità), che porta alla Verità.
Provo a raggiungere Chieffo che è circondato da giovani che chiedono
un autografo ( aspetto che non conoscevo di lui, ma mi dicono che qui l'autografo è un
rito e non ci si può sottrarre e poi vedo che lui si sacrifica volentieri),
ma la mia guida mi porta via per un appuntamento a cui, per la neve, arriveremo
in ritardo.
Anche questa volta Chieffo mi leggerà senza conoscermi di persona.
Pietro
Vinciguerra - tratto
da culturacattolica.it - 2004
Un cantautore che ha scelto di
fare della musica strumento per celebrare i valori della
spiritualità cattolica. E' Claudio Chieffo che proporrà questa
sera alle 19.30 in concerto alla chiesa di S. Maria delle Grazie meglio del
suo repertorio, riflessione sull'uomo e sul senso della vita, in un universo
sempre più dominato da egoismo e indifferenza nei confronti degli altri.
L'iniziativa, inserita nell'ambito delle manifestazioni promosse dall'assessorato
al turismo della Provincia, vedrà la presenza del vescovo Antonio Forte
e dell'assessore provinciale Rocco Manzo. Il ricavato della serata sarà devoluto
all'Avsi, associazione di volontari per iI servizio internazionale. Una testimonianza
forte di un credente che ha scelto di cantare nei suoi testi l'uomo contemporaneo
e il suo bisogno di spiritualità attraverso un linguaggio volutamente
chiaro e semplice perché il messaggio possa essere immediato. Numerosi
gli eelogi e i riconoscimenti conquistati da Chieffo, come il premio internazionale
della testimonianza nel 1981. Al centro delle sue canzoni temi come fede e
libertà, pace e giustizia, nel tentativo di conciliare insegnamenti
cristiani e vita quotidiana.
Corriere della sera - 2 gennaio 2004

Tanti appuntamenti sempre in clima natalizio. Nella chiesa
di Santa Maria delle Grazie di Avellino, alle ore 19,30,
concerto di Claudio Chieffo, cantautore cattolico, nato
a Forlì, dove vive con tutta la famiglia, autore di
alcune fra le più conosciute canzoni della recente tradizione religiosa.
La sua canzone «Stella del Mattino», è stata definita dal
cardinale Biffi la «Salve Regina» degli anni Duemila. Claudio Chieffo
ha cantato più volte davanti a Papa Giovanni Paolo II, ottenendo divesi
riconoscimenti e premi. Compone canzoni dal 1962 e si esibisce in concerti
in Italia ed all'estero. Ha all'attivo otto incisioni, tra le quali segnaliamo «L'amore
vero», «La casa», «Claudio Chieffo», «Chieffo&Piano».
Le sue canzoni «Lui mi ha dato i cieli», «Il Signore ha messo
un seme», «lo non sono degno», «Se non ritornerete
come bambini», «Ave Maria splendore del mattino» e tantissime
altre sono state tradotte in diverse lingue e cantate in molti paesi del mondo.
Il concerto che rientra nell'ambito delle manifestazioni di Natale, patrocinate
dall'assessorato al Turismo della Provincia di Avellino, avrà una finalità benefica
a favore dell'Associazione Volontari per il Servizio Internazionale (Avsi).
Interverranno, tra gli altri, il vescovo di Avellino monsignore Antonio Forte,
e l'assessore al Turismo della Provincia Rocco Manzo.
Il Mattino - 2 gennaio 2004

Sarà ad Avellino questo pomeriggio Claudio Chieffo. Terrà un
concerto alla chiesa S.Maria delle Grazie il cantautore cattolico più cantato
nel mondo.
Promosso dalla Provincia, il concerto avrà una finalità benefica
a favore deII'Avsi. Parteciperà il Vescovo. Ha all'attivo otto incisioni:
L'amore vero, La casa, Claudio Chieffo, Chieffo & Piano, Voglio che tutti
conoscano il mio capitano, Di più, I cieli e Liberazione, e due libri,
Claudio Chieffo e Canzone per te, oltre a diverse raccolte di testi e di spartiti.
Ha tenuto in questi anni migliaia di concerti in Italia, Svizzera, Austria,
Germania, Polonia, Russia, Slovenia, Croazia, Cecoslovacchia, Francia e Spagna,
mentre alcune sue canzoni, Lui mi ha dato i cieli, Il Signore ha messo un seme,
lo non sono degno, Se non ritornerete come bambini, Il popolo canta la sua
liberazione, sono state tradotte in diverse lingue e cantate in molti paesi
del mondo.
Otto Pagine - 2 gennaio 2004

Sarà ad Avellino ii 2 gennaio, per un concerto alla chiesa S.Maria delle
Grazie. Claudio Chieffo è il cantautore cattolico più cantato
nel mondo. Ha all'attivo otto incisioni: Amore vero, La casa, Claudio Chieffo,
Chieffo & Piano, Voglio che tutti conoscano il mio capitano, Di più,
I cieli e Liberazione, e due libri, Claudio Chieffo e Canzone per te, oltre
a diverse raccolte di testi e di spartiti. Ha tenuto in questi anni migliaia
di concerti in Italia, Svizzera, Austria, Germania, Polonia, Russia, Slovenia,
Croazia, Cecoslovacchia, Francia e Spagna, mentre alcune sue canzoni, Lui mi
ha dato i cieli, II Signore ha messo un seme, lo non sono degno, Se non ritornerete
come bambini, Il popolo canta la sua liberazione, sono state tradotte in diverse
lingue e cantate in molti paesi del morido. Promosso dalla Provincia, il concerto
avrà una finalità benefica a favore dell'Avsi. Parteciperà il
Vescovo.
31 dicembre 2003
Il cantautore cattolico più cantato del mondo. Claudio Chieffo si esibirà in
concerto presso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Avellino il 2 gennaio
alle ore 19,30. Un evento che rientra nell'ambito delle manifestazioni di Natale
patrocinate dall'assessorato al turismo della Provincia. Il concerto avrà una
finalità benefica a favore dell'AVSI, associazione volontari per il
servizio internazionale. Interverranno Mons. Antonio Forte, vescovo di Avellino,
e Rocco Manzo, assessore provinciale al Turismo. Chieffo ha all'attivo otto
incisioni: L'amore vero, La casa, Claudio Chieffo, Chieffo & Piano, Voglio
che tutti conoscano il mio capitano, Di più, I cieli e Liberazione,
e due libri, Claudio Chieffo e Canzone per te, oltre a diverse raccolte di
testi e di spartiti. Ha tenuto in questi anni migliaia di concerti in Italia,
Svizzera, Austria, Polonia, Germania, Russia, Slovenia, Croazia, Cecoslovacchia,
Francia e Spagna, mentre alcune delle sue canzoni, Lui mi ha dato i cieli,
Il Signore ha messo un seme, Io non sono degno, Se non ritornerete bambini,
Il popolo canta la sua liberazione, Ave Maria splendore del mattino, sono state
tradotte in divcerse lingue e cantate in molti paesi del mondo. Chieffo nasce
il 9 marzo 1945 a Forlì. A Natale del 1960 riceve in regalo da una zia
una chitarra "siciliana" ed inizia a "comporre" canzoni
partecipando a festival di provincia classificandosi ai primi posti. Nel dicembre
1962 compone e canta la sua prima canzone "nuova": Abbiamo suonato.
I temi della sua produzione sono la fede, la libertà, l'amore, la giustizia,
la pace, la famiglia, il lavoro.
Corriere
della Sera, 31 dicembre 2003

"La notte che ho visto le stelle non volevo più dormire/ volevo salire
più in alto per vedere . . . /e per capire". E' il ritornello di
una bellissima canzone di Claudio Chieffo, un cantautore che forse non è "profeta
in patria" -ma chi lo è?- e tuttavia, a quarant'anni dal suo esordio
(1964 e dintorni), continua a esprimersi, in parole e in musica con una poeticità che
meriterebbe un ascolto e una considerazione maggiore da parte del grande pubblico.
Se i testi del suo esordio poco più che adolescenziale conservano intatta
la loro freschezza dirompente, le canzoni del periodo più recente (Desire,
In questa notte splendida, Canzone del destino, Hope Dance, per citarne alcune)
sono figlie di una sensibilità ancora più ricca di umanità,
decantata dagli anni e dall'esperienza dell'indignazione e del dolore, dalla
matura consapevolezza che il dono della fede è ancora più grande
e indispensabile delle stesse promesse che aveva offerto in età giovanile.
I confronti non sono né utili né possibili se non sulla base di
gusti del tutto personali, come sarebbe difficile, su un altro piano, stabilire
una graduatoria di valori fra gli "Idilli" leopardiani e "il pensiero
dominante", che apre una seconda grande stagione creativa del poeta di Recanati
riscoperta e valorizzata da Walter Binni. E tuttavia, dopo aver ascoltato recentemente
Claudio Chieffo dal vivo nel teatro comunale di Cesenatico, mi confermo nell'opinione
che mi ero fatta qualche anno fa, quando ho invitato il cantautore a un recital
dedicato alla memoria di don Francesco Ricci, che nella seconda metà degli
anni '50 era stato cappellano nella parrocchia di Sant'Antonio abate in Ravaldino.
Claudio Chieffo sta conoscendo una nuova giovinezza e continua a crescere come
artista: non si ripete, esprime un mondo interiore più ricco di vibrazioni
e di chiaroscuri, trova accenti musicali più intimi e accorati. Pur
restando fortemente legato alle radici della sua originaria esperienza di compagnia
umana e spirituale (Gioventù Studentesca e poi Comunione e Liberazione),
Chieffo non vive e non compone le sue canzoni rinchiuso in qualche "sacro
recinto" Amare fortemente la propria compagnia, d'altra parte, non significa
necessariamente rinunciare all'esplorazione in campo aperto o all'arricchimento
umano che può donarci l'incontro con chi è diverso, e magari
lontano da noi come riferimenti politici e culturali. Come lo è Claudio
Chieffo da Giorgio Gaber, al quale ha dedicato la recente "Canzone del
melograno". Ma chi conosce il cantautore forlivese sa che non c'è differenza
d'opinione così importante che possa rendere più tiepida la sua
naturale disponibilità a offrire gratuitamente il dono dell'amicizia.
Riflesso di quella ricevuta dall'incontro con l'Amico più grande che
possiamo trovare nel nostro cammino. Io stesso, nel momento più doloroso
della mia vita, ho potuto avere una prova dell'amicizia di Claudio che non
dimentico, anche perché me ne ha lasciato un ricordo indelebile in "Canzone
di maggio' Le canzoni di Chieffo mi piacciono anche perché in esse non
vedo traccia di spiritualismo vuoto e disincarnato né di moralismo bigotto.
Nella grotta carsica sempre varia e imprevedibile che è la vita, le
sue canzoni mi paiono per lo più stalagmiti, rocce che si innalzano
dal pavimento umano. Ma altre volte le vedo come stalattiti, che scendono dal
soffitto divino come per curvarsi su chi sta in basso. Con testi e accompagnamenti
musicali che hanno il respiro orizzontale e l'inclinazione all'abbraccio della
basilica romanica, ma anche improvvisi momenti e scatti di verticalità che
evocano la cattedrale gotica. In "Desire" (1992), Chieffo ha riassunto
-con efficacia immaginifica e con l'amore per la creazione che illuminava già nel
1964 "I cieli"- la sua poetica di cantautore, quella di una "musica
che è strada di luce che porta a Te, Amico mio", di una musica
che è "come un fiume luminoso che porta al mare di Dio' Questa
musica viene letta "nei campi di grano e lungo i fianchi delle colline,
nelle lacrime disperate per un dolore senza fine". Neanche la fede deve
essere vissuta in maniera puramente consolatoria. In "Hope Dance",
nata dalla tragedia dell'11 settembre e dedicata al popolo americano, si leva
al cielo questa preghiera: "Mio Dio, dammi un segno soltanto! perché possa
asciugare il mio pianto! dammi un segno, una voce, un colorei per cambiare
la rabbia indolore' La fede è m prava della disperazione e del duomo,
vissuti anche da Gesù Cristo inchiodato alla croce: "Dio mio, perché mi
hai abbandonato". Ma dopo il calvario c'è la Resurrezione, la vittoria
sul peccato e sulla morte. La speranza che la Pasqua ci ridona intera nasce
in una "notte splendida di luce e di chiaror", una notte "di
miracoli, di grazia e di stupor" (da "In questa notte splendida",
1995). Quella, ormai imminente e pur sempre presente nella vita dell'uomo di
fede, che il cantautore ci chiede di vivere così: "Asciuga le tue
lacrime, non piangere perché! Gesù nostro carissimo è nato
anche per te' Con la chitarra compagna delle avventure del suo spirito e di
innumerevoli viaggi -recentissimo quello al festival di musica sacra di Gerusalemme-
e con il suo stile schietto e familiare, Claudio Chieffo sa creare un clima
di intensa partecipazione del pubblico ai suoi concerti, come ha dimostrato
anche la sera di martedì 16 dicembre nell'accogliente teatro comunale
di Cesenatico, accompagnato al pianoforte da un musicista di indubbia sensibilità come
Flavio Pioppelli. Le canzoni citate e altre ancora, dalle prime ballate che
sfidano il tempo ai canti più recenti, fra cui alcune canzoni dialettali
di grande lirismo ("Dona Amuròsa" e "O' Presepe")
hanno anche sollecitato nel profondo i numerosi intervenuti -fra cui molti
giovani- a vivere il Natale in maniera più autentica. Non può che
esserne lieto mons. Silvano Ridolfi, parroco di San Giacomo apostolo, che ha
promosso l'iniziativa con il patrocinio del Comune di Cesenatico e con l'adesione
dell'associazione culturale "Il gabbiano" e delle Acli della provincia
di Forlì-Cesena. Grazie, Claudio.
Pierantonio Zavatti - La Voce,
23 dicembre 2003
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