Neanchepersogno (2005)

Registrato nel 2005 è l'ultimo album completo registrato da Claudio.
Vuole ripetere l'esperienza di trent'anni prima quando assieme all'amico Mauro Neri produce una audiocassetta con le sue canzoni "da ridere".
Lo vuole fare caparbiamente, nonostante chi gli diceva che forse era più importante concentrarsi su un nuovo album di inediti, con le sue ultime profondissime e profetiche canzoni. E per fortuna lo fa. Lavora sodo assieme all'ormai fidato pianista Flavio Pioppelli (che lo accompagna in tour da alcuni anni), arrangiatore di tutti i brani, e con una "banda" di musicisti jazz di talento forlivesi.
Lo produce assieme all'editore Moby Dick di Faenza, dell'amico Guido Leotta, laico quanto basta per saper riconoscere la qualità dell'opera e distribuirlo in Italia. Il CD è ben cantato e suonato: la bellissima voce matura di Chieffo e la sua ironica interpretazione si sposano bene con lo swing che lui ama da sempre (fan sfegatato del nostrano Fred Buscaglione e dei grandi jazzisti americani, di cui ha una invidiabile collezione di dischi).  
Di seguito la presentazione del disco curata da Paolo Vites. Ridere sul serio. Sì, è un gioco di parole ma letto per quello che vuol dire veramente è la migliore descrizione del nuovo cd di Claudio Chieffo. Ci sono canzoni che fanno ridere, qui (vecchie e nuove: tra le prime "classici" come "La gilera", "Il freno a mano", "La pipa", "Quattro infermieri"; tra le nuove "Kan-Zòne" e "La televisione"), ma non di quell'umorismo televisivo oggi così in voga dove si insultano tutti e tutto con un fondo di disperazione che viene sempre miseramente a galla. Chieffo fa ridere e sorridere prendendo in giro anche lui certe debolezze umane, ma sempre con profonda passione e simpatia per l'uomo, così comè con le sue debolezze e il suo cercare di arrangiarsi davanti a un destino per lui impossibile da aggirare. Ecco perché gli arrangiamenti prescelti per queste incisioni sono così raffinatamente signorili, un tocco di lounge jazz dominato da un elegante pianismo e un'incalzante batteria, un violino e qualche fiato, una strumentazione spartana ma efficace ben arrangiata da Flavio Pioppelli e su tutto la sua voce di "vecchio" cantastorie.
Ecco perché un pezzo apparentemente banale (insomma, nel mondo d'oggi chi ci fa più caso alle cacche di cane calpestate sui marciapiedi) diventa una riflessione pugnace su quel trend ormai di massa che è quello di tante, tantissime coppie, che ai figli, quelli veri, hanno sostituito il più comodo e adorato cagnolino: tanto quando rompe con un calcio nel sedere te lo togli di torno, con i figli (veri) non lo puoi fare. Oppure "La televisione", sagace presa in giro di quei salotti televisivi dove si discute con la puzza sotto il naso di tutto, anche di "Dio che forse non c'è", da parte di gente che invece della vita non sa niente. Ma non solo questo: "Temptation" è una delle più belle canzoni "serie" di Chieffo, un intenso blues acustico impreziosito da un guizzante violino in cui l'autore riflette sulla sua condizione d'uomo, e anche "O presepe", intensissima interpretazione in dialetto napoletano dove emerge tutta la profondità di interprete di Claudio Chieffo. Questo e molto altro ancora nel nuovo lavoro intitolato "Neanche per sogno". Per ridere sul serio.

  1. La Gilera
  2. L'uomo cattivo
  3. ll freno a mano
  4. La pipa
  5. Canzone
  6. Quattro infermieri
  7. Avrei voluto essere una banda
  8. La televisione
  9. Temptation
  10. Agoblues
  11. l musicisti
  12. ' O presepe